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Storie di Relitti

Vasa: storia di un relitto perfetto

 

Il Museo Vasa  rappresenta allo stato attuale il museo più visitato dell’intera Scandinavia, con oltre un milione di turisti all’anno.
Quest’ imponente struttura, inaugurata nel giugno del 1990 dal re di Svezia Carlo XVI Gustavo, è oggi il vero orgoglio nazionale di tutto il popolo svedese e si articola in nove differenti sezioni tematiche.
La realizzazione del museo è strettamente connessa ad un ritrovamento eccezionale, quello del celebre relitto del galeone Vasa.

La storia del galeone Vasa è una storia duplice: da una parte testimonia la grandezza dell’architettura navale svedese della prima metà del XVII secolo, dall’altra attesta senza ombra di dubbio l’estremo amore del popolo svedese per le sue radici, un amore testimoniato da numerose e fortunate iniziative tese alla valorizzazione del patrimonio culturale svedese.
Il Vasa non era solo un galeone: era il sogno di Re Gustavo II Adolfo di Svezia.
Dotato di 64 cannoni, il galeone rientrava perfettamente nella politica del giovane re svedese, intenzionato a potenziare il controllo del Mar Baltico e sventare di conseguenza il pericolo danese attraverso un programma di costruzione navale senza precedenti.
La grandezza del Vasa è soprattutto figlia di una tecnica costruttiva di derivazione olandese ed inglese, ovvero dei due paesi che agli inizi del XVII secolo avevano una tradizione consolidata ed affermata nel campo navale.
Il materiale di costruzione era legno di quercia, proveniente dall’ isola di Angso e dalla costa di Smaland.
La nave misurava 69 metri, era larga 11.7 metri e alta 52,  per un peso complessivo di circa 1210 tonnellate;  artisti intagliatori e pittori si incaricarono di ornare riccamente la nave, spesso rappresentando in chiave simbolica i segni del potere regio.
Ma la storia del Vasa è soprattutto la storia di un sogno di gloria infranto.
Il 10 agosto 1628 il Vasa partì per il suo viaggio inaugurale dal porto di Stoccolma ma dopo aver percorso poche miglia si  inclinò sotto una raffica di vento, l'acqua entrò dai portelli dei cannoni facendola capovolgere ed affondare nel mar Baltico.
Le vittime del naufragio furono circa 50: una disfatta del genere portò in poco tempo all’apertura di un’ inchiesta regia mirata a comprendere le cause dell’affondamento, ma nessun risultato in tal senso fu mai raggiunto.
Parte dei preziosi cannoni del Vasa furono recuperati nell'ottobre del 1663, attraverso l’uso di una campana subacquea, un intervento che purtroppo implicò una parziale distruzione di ponti e delle strutture sovrastanti.
Il relitto fu recuperato in tutte le sue parti solo nel 1961, ed in quella occasione si trovarono più di 26.000 manufatti, tra i quali ricordiamo vasellame, cristallerie, accessori di abbigliamento, dotazione di sala e di cucina, attrezzature militari.
Un vero tesoro  d’informazioni per la ricerca archeologica mondiale.

 

scritto da valentina Pascali
pubblicato su http://www.eclipse-magazine.it il 01 ottobre 2009

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