
I Fenici, Signori del Mare
I Fenici, largamente conosciuti nella storia principalmente per aver introdotto l’ alfabeto nel mondo antico, sono stati senza dubbio abili naviganti, insuperabili conoscitori delle rotte non solo mediterranee, veri e propri signori del mare.
Le notizie che riguardano la loro società e soprattutto la fitta rete di contatti commerciali che riuscirono a stabilire con terre anche estremamente lontane, ci provengono da fonti sia scritte che iconografiche.
Le testimonianze in questo senso sono soprattutto greche ed ebraiche, data la pressoché totale assenza di documenti scritti in fenicio.
Il nome Fenici proviene dal greco Phoinikes ed è stato adottato dagli ellenici per indicare la popolazione di mercanti e commercianti che abitava le coste siro-libanesi. Questo nome fa riferimento diretto ad una delle attività principali dell’economia fenicia, ovvero l’esportazione di tessuti tinti utilizzando la porpora estratta dal mollusco murice.
L’avventura sul mare ha inizio per i fenici già dal 3000 a.c., ma soltanto alla metà del I millennio si può affermare che essi siano diventati i dominatori incontrastati delle rotte mediterranee.
È proprio durante questa fase di grande sviluppo commerciale che i Fenici oltrepassano lo stretto di Gibilterra arrivando a risalire a nord le coste del Portogallo e a sud quelle del Marocco.
Un’altra impresa epocale ricordata nelle fonti è la prima circumnavigazione del continente africano, intrapresa su volontà del Faraone Nechao II (620- 594 a.c.).
La tecnica navale
I Fenici furono abili innovatori della tecnica navale: grazie a loro fu introdotta e diffusa la chiglia*, un elemento fondamentale per una nuova concezione costruttiva che renderà le navi più stabili e sicure. Inoltre furono i primi a dotare le loro imbarcazioni del tagliamare e soprattutto a sviluppare il sistema del calafataggio** dello scafo.
L’arte della navigazione
È noto che i fenici praticassero diffusamente sia le rotte di cabotaggio (non distanti dalle coste) sia quelle d’altura. Nel secondo caso l’orientamento avveniva attraverso l’osservazione delle stelle, in particolar modo della stella polare, che in antico è conosciuta appunto con il nome di “Stella fenicia”. Introdussero inoltre la vela orientabile e il remo timoniere doppio, utilissimo in navigazione per seguire la rotta stabilita.
L’avventura coloniale
Abili commercianti, esperti nella lavorazione del vetro e del metallo, specialisti nella tintura del tessuti, i fenici furono un popolo di grandi colonizzatori.
In Sardegna, ad esempio, gli antichi insediamenti di Sulci (S. Antioco), Karalis (Cagliari), Nora, Bithia (Torre di Chia), Tharros vantano tutti origini fenicie.
I fenici oggi
Nel 2008 un gruppo di scienziati e di amatori hanno deciso di rievocare la spedizione voluta in antichità da Nechao II, costruendo una replica della nave fenicia che portò a termine l’impresa.
I risultati di questa importante rievocazione sono riportati dal sito : http://www.phoenicia.org.uk/
*La chiglia è la struttura principale dello scafo: si tratta di una trave longitudinale a sezione quadrata o rettangolare che percorre l'imbarcazione da poppa a prua. Sui lati laterali vi sono delle scanalature che accolgono, ad incastro le tavole del fasciame esterno (ordinate).
Nella zona prodiera si collega alla ruota di prora; mentre nella zona poppiera si collega al dritto o al telaio di poppa.
**Il calafataggio è una tecnica di impermeabilizzazione dello scafi in legno che in passato consisteva nell'inserire tra il fasciame delle fibre, spesso canapa o stoppa, impregnate di pece.
Valentina Pascali